Tell Me More
Performance di Chiara Bersani assistente Matteo Ramponi, performers Ignazio Furlan, Luigi Furlan, Giovanni Mayer, Virginio Piotto, Ignazio Scalas, Marco Zanchetta, Domenico Zonta, Giancarlo Zonta produzione Corpoceleste_C.C.00#, CSC_Centro per la Scena Contemporanea(Bassano del Grappa) in collaborazione con Compania La Tristura (Madrid), Teatro Pradillo (Madrid) osservatori del processo creativo Marco D'Agostin, Chiara Granata, Annalisa Grisi, Giuseppe Sartori, Giorgia Nardin, Enrica Vigna, Anna Colafiglio video Matteo Maffesanti, Francesco Barbieri e Chiara Granata foto Chiara Granata 



La Crisi in una società determina una situazione transitoria instabile e pericolosa. La sua naturale conclusione è la creazione di un nuovo equilibrio.  

La Crisi in Tell Me More non è oggetto di riflessione ma metodo di lavoro.

L’opera si basa su un dialogo tra l’artista e otto cantanti di un coro di voci maschili. Per entrambi è stato costruito un metodo di lavoro specifico che minasse le certezze dei ruoli e li mettesse in una situazione di reale difficoltà privandoli delle pratiche tipiche dei loro lavori. Il coro ha dovuto rinunciare alla leadership che da 13 anni costituisce lo scheletro del loro ensemble, al canto e alla divisa. L’autrice ha abbandonato la composizione (immaginifica, coreografica, musicale e luminosa).   Materia grezza del lavoro sono state le persone, otto uomini e una donna, senza più punti cardinali, chiamati ad occupare uno spazio. Per due anni la ricerca ha teso alla creazione di un nuovo equilibrio che suggerisse una soluzione. Quello che invece è stato raggiunto è la capacità di vivere nell’indefinito.  

Non parla di soluzioni quest’opera ma dell’abilità nel domare l’attesa a cui la Crisi ti confina.


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